“Aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze. Il vero obiettivo dovrebbe sempre essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro”. Con queste parole nella sua enciclica “Fratelli tutti”, Papa Francesco segna la strada e l’impegno di Caritas Vittorio Veneto verso gli ultimi.
Un impegno che è stato raccolto con determinazione, dando vigore e continuità al Progetto di Inserimento Lavorativo (PIL) che in oltre 5 anni ha permesso di inserire nel mondo del lavoro 58 persone svantaggiate del territorio dando un contratto a tempo indeterminato a 14 di loro.

Il progetto, nato nel 2016, ha permesso infatti a 17 donne e 41 uomini, di svolgere un tirocinio aziendale tra le imprese del territorio divenute nel tempo partner di Caritas.
Per 14 di loro il periodo di tirocinio si è trasformato in un contratto di lavoro stabile, per altri 20 il percorso è proseguito con un rinnovo del tirocinio e per altri 6 il periodo di inserimento nel mondo del lavoro è attualmente in corso.

Possono sembrare piccoli numeri – dicono da Caritas Vittorio Veneto - ma acquistano ulteriore valore in un momento storico come quello che stiamo vivendo di crisi economica e sociale, oltre che sanitaria. Encomiabili sono e sono state in questi anni la disponibilità e la lungimiranza delle imprese che hanno deciso di investire nelle persone più fragili, dando loro un'occasione per trovare un’occupazione stabile, e con essa dignità e speranza per le loro famiglie."

Per il Progetto di Inserimento Lavorativo Caritas Vittorio Veneto ha investito negli anni oltre 120mila euro per pagare i tirocinanti con "borse lavoro", collaborando a stretto contatto con i centri per l'impiego della Provincia di Treviso, Veneto Lavoro e oltre 30 imprese del territorio.

Alcune storie del PIL

Omar: con il PIL ha trovato un’occupazione e un “capo” speciale
Omar è arrivato in Italia come richiedente protezione internazionale e, una volta realizzato l’iter per il riconoscimento dello status, si è dato da fare per trovare un lavoro.
Trovare un’occupazione era per lui la condizione fondamentale per provvedere al proprio sostentamento, entrare a far parte della comunità e sentirsi riconosciuto per il proprio impegno.
Alla richiesta di lavoro tante sono state le porte chiuse: “non parli bene l’italiano”, “non hai le competenze”, e così via.
Ma l’aiuto di Caritas e la voglia di Omar di trovare una sistemazione gli hanno fatto incontrare un’azienda disposta ad inserirlo tramite un tirocinio (diventato poi un’assunzione) e soprattutto una persona speciale, il suo datore di lavoro, che lo ha anche aiutato a trovare casa, ad arredarla e che ha condiviso con lui la gioia del matrimonio, avvenuta a distanza.

Mario: una risorsa concreta per la sua nuova azienda
Mario è un giovane ragazzo italiano che per varie vicissitudini non è riuscito a completare il ciclo di studi.
Animato da una grande voglia di aiutare il prossimo sceglie di partire per l’Africa e dedicare un anno della sua vita al servizio. Un servizio che diventa condivisione di esperienze con le persone che incontra malgrado le differenze.
Dopo questa esperienza Mario rientra in Italia e inizia il suo cammino di indipendenza: la ricerca di una casa e la necessità di trovare un lavoro per provvedere a se stesso,pagare le bollette, l’affitto.
Qualche esperienza di lavoro, attraverso le agenzie interinali, nessun contratto, fino a che inizia un tirocinio e a distanza di un mese permette al suo tutor di poter dire: “Sono contento! È un ragazzo capace che può imparare cose nuove ed essere una risorsa per questa azienda”.

Juliana: dalla Colombia all’Italia per cambiare la vita sua e di suo figlio
Juliana è fuggita dal suo paese, la Colombia, con il figlio di 11 anni. Lì aveva un’attività di sartoria che ha dovuto chiudere perché le regole e le restrizioni imposte dal sistema non le permettevano di continuare.
Ora è in Italia da circa un anno. Suo figlio va a scuola, ha imparato l’italiano, e soprattutto può fare amicizia e giocare con i coetanei, cosa che in Colombia non poteva fare per la paura d’essere rapito. Juliana è stata accolta, per realizzare il tirocinio, in un’azienda che realizza tessuti… una nuova realtà rispetto a quella lasciata nel paese di origine, ma la speranza che l’esperienza si possa tramutare in un contratto, è tanta.

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